Rinnovare senza demolire

Chi deve ristrutturare casa vorrebbe che il lavoro fosse il più veloce possibile. Inoltre, per evitare lungaggini, cantiere aperto per settimane oltre a polvere e calcinacci ovunque, si vorrebbero evitare il più possibile interventi di demolizione. La resina permette proprio questo e già di per sè è un vantaggio molto importante.

L’utilizzo della resina come rivestimento in contesti residenziali e privati, come le abitazioni, ha una storia piuttosto recente. Prima la resina era utilizzata prevalentemente in ambiti differenti come costruzioni industriali ad alto calpestio frequentate da molte persone.

Oggi un pavimento resina in un ufficio, in uno showroom ma anche nelle case private rappresenta una scelta originale e stilosa che non ha a che fare solo con la necessità di andare a coprire la precedente pavimentazione, ma anche con la piacevolezza che si ottiene a risultato finito. La superficie trattata con la resina diventa liscia e senza soluzione di continuità, un rivestimento moderno molto adatto ad appartamenti e loft, open space dal gusto metropolitano e contemporaneo.

 

Il pavimento in resina è un tipo di pavimentazione la cui realizzazione fa uso di resine che vengono direttamente gettate in opera. Questo tipo di soluzione costruttiva viene usata, nella maggior parte dei casi, per creare una pavimentazione interna gettata in opera.

La sua caratteristica è di essere una semplice finitura da posare e far aderire direttamente su un supporto adeguato a riceverla: la finitura ha la funzione di ancorare il rivestimento, compensare le quote e le pendenze, conferire un determinato grado di isolamento, incorporare le canalizzazioni degli impianti, ecc.

L’uso della resina nel campo dei rivestimenti è antichissimo. La resina vegetale veniva estratta da piante o alberi, come abeti e pini, e impiegata per il rivesti

mento e la protezione dall’acqua del mare delle chiglie delle navi e di vari altri materiali nel campo della navigazione marittima.

Quella correntemente impiegata per realizzare rivestimenti per pavimenti è resina sintetica, ottenuta attraverso processi chimici industriali. Tra le varie resine sintetiche disponibili, quella più comunemente impiegata nell’edilizia per realizzare rivestimenti resinosi per pavimentazioni è resina epossidica. Inizia a diffondersi nel mercato delle costruzioni edili dopo gli anni ’50 e trova impiego inizialmente come collante. Il suo vero sviluppo per la realizzazione di pavimenti commerciali e pavimenti residenziali si è avuto solo negli anni ’90.

 

Caratteristiche e tipologie

Pavimento in resina a pellicola sottile o a spessore

Questa tipologia di rivestimento raggiunge spessori inferiori a 0,3 mm (pellicola sottile) e da 0,3 a 1 mm (pellicola a spessore). Si presenta come un film continuo e cromaticamente uniforme. Viene realizzato utilizzando prodotti vernicianti, ottenuti con resine epossidiche o poliuretaniche a bassa viscosità, generalmente pigmentati. I pavimenti in resina a pellicola ed a spessore trovano impiego soprattutto in campo industriale per la loro capacità di aderire perfettamente al supporto in calcestruzzo, per la rapidità di applicazione e per caratteristiche di resistenza all’usura.

Pavimento in resina autolivellante

Viene realizzato mediante prodotti con la viscosità idonea per permettere l’autolivellamento, con cariche, senza solventi, in grado di formare un rivestimento contin

uo e omogeneo. Lo spessore minimo è di 2 mm. In genere il pavimento in resina autolivellante è costituito da resine epossidiche o poliuretaniche, o miscele delle due resine. Per caratteristiche di versatilità decorativa, i pavimenti in resina autolivellanti trovano largo impiego nelle pavimentazioni residenziali e commerciali.

Pavimento in malta resinosa

Bagno in resina cementizia

Questa tipologia di rivestimento è realizzato mediante l’uso di una malta composta da resine epossidiche, acriliche o poliuretaniche e cariche minerali in curva granulometrica.le resine, o meglio, i polimeri utilizzati per la realizzazione di malte resinose, possono essere a solvente o in emulsione, e dar vita a malte bicomponenti o monocomponenti. Lo spessore è solitamente superiore a 1,5 mm. La caratteristica principale dell’applicazione del pavimento in malta resinosa è la stessa consistenza della malta, che non essendo autolivellante, deve essere stesa con una lavorazione molto simile a quella adottata per il calcestruzzo. Ciò consente di ottenere planarità e pendenze progettuali. L’utilizzo di cariche e pigmenti diversi, rispettivamente nel colore e nella granulometria, caratterizzano esteticamente la tipologia di finitura, impiegata nelle pavimentazioni residenziali e commerciali.